dicetancello vuje

Ho risentito questa canzone dopo tanto tempo in una puntata di Blob, su rai tre. Era la fine del servizio e c’erano le immagini dell’italia del dopoguerra, di quell’italia vecchia, di gente del sud, persone in partenza per l’america, ed alla fine un uomo che corre in mezzo ad una discarica; in sottofondo questa canzone. Sono riuscito a trovare quel filmato su youtube.

Quelle parole le ho riconosciute subito, nel mio passato e nel presente, in quello che sono, in cio che reputo importante. Io sono napoletano, e anche se adesso vivo lontano non voglio e non riuscirei a rinnegare quello che sono. Odio chi si identifica in uno stereotipo, chi si chiude nei confini del provincialismo, solo per sentirsi appartenente ad un gruppo. Non sono mai stato una persona del genere, e non vorrei mai esserlo. Sono andato via da Napoli perchè ho avuto l’opportunità di poter vivere e vedere un posto nuovo e nuove culture. Sono partito mentre c’era ancora la scia della faida di camorra a Secondigliano, ma la decisione di andare via l’avevo presa già cinque anni prima, appena cominciato il liceo. Non volevo scappare, volevo solo viaggiare; anche se poco prima di partire mi convinsi di voler fuggire dalle problematiche che la città aveva e purtroppo ha. Questo mi diede la spinta, per lascire tante persone care, e tanta parte della cultura napoletana che amo, ma era solo una giustificazione morale, senza la quale forse non sarei qui a Trieste.

A distanza di tempo e di spazio capisco ora tutto questo, ed il mio cervello coglie l’occasione di un filmato televisivo per pensare, e mettere a fuoco quello che è successo. Qesta canzone scritta più di cent’anni fa è parte della storia personale di ognuno che sia vissuto a Napoli da sempre, è come leggere un pezzo della vita di ciascuno. Ma secondo me è difficile capirne il senso per chi non ha vissuto e conosciuto il modo napoletano di vivere le emozioni e le passioni; tentare di spiegare a chi non conosce Napoli non è facile.

C’è un modo di dire brividi in napoletano che è emblematico: o’ fridd ncuoll, letteralmente sarebbe il freddo addosso. Bè per un napoletano la bellezza, l’amore, l’emozione sono il freddo addosso, una senzazione di brividi talmente netta e forte che ti condiziona il corpo e la mente, che ti colpisce in maniera devastante e non ti lascia scampo. Lo si usa spesso mentre si parla, e questo rappresenta un pò una continua ricerca dell’amore, delle emozioni, ma soprattutto indica chiaramente che è questo, l’emozionarsi, il valore principale di un esistenza. Al di la dello studio, del lavoro, degli hobby, delle gite fuori porta, dei negozi, delle sigarette, delle cazzate insomma.

Andrea Bocelli a “che tempo che fà” ha detto che la canzone popolare napoletana ha una magia unica, o meglio si presta ad una magia unica: che la si canti come una canzone lirica, o come una canzone leggera, è bella sempre, non diventa banale e non perde ne forza ne significato. Bisognerebbe davvero non avere alcuna sensibilità artistica per sostenere il contrario.

Per quante canzoni d’amore si potranno scrivere, non riuscirò mai a sentirne altre più vicine a me. In tutti gli amori che ho vissuto, l’eco delle canzoni napoletane era presente e vivo. Come ora scandisce i momenti delle mie giornate.

Dicitancello a ’sta cumpagna vosta
ch’aggio perduto ‘o suonno e ‘a fantasia…
ch”a penzo sempe,
ch’è tutt”a vita mia…
I’ nce ‘o vvulesse dicere,
ma nun ce ‘o ssaccio dí…

‘A voglio bene…
‘A voglio bene assaje!
Dicitancello vuje
ca nun mm”a scordo maje.
E’ na passione,
cchiù forte ‘e na catena,
ca mme turmenta ll’anema…
e nun mme fa campá!…

Dicitencello ch’è na rosa ‘e maggio,
ch’è assaje cchiù bella ‘e na jurnata ‘e sole…
Da ‘a vocca soja,
cchiù fresca d”e vviole,
i’ giá vulesse sèntere
ch’è ‘nnammurata ‘e me!

‘A voglio bene…
‘A voglio bene assaje!
Dicitencello vuje
ca nun mm”a scordo maje.
E’ na passione,
cchiù forte ‘e na catena,
ca mme turmenta ll’anema…
e nun mme fa campá!…

Na lácrema lucente v’è caduta…
dicíteme nu poco: a che penzate?!
Cu st’uocchie doce,
vuje sola mme guardate…
Levámmoce ’sta maschera,
dicimmo ‘a veritá…

Te voglio bene…
Te voglio bene assaje…
Si’ tu chesta catena
ca nun se spezza maje!
Suonno gentile,
suspiro mio carnale…
Te cerco comm’a ll’aria:
Te voglio pe’ campá!…

autori: Fusco/Falvo

traduzione:

ditelo alla vostra compagna
che ho perso il sonno e la fantasia…
Che penso sempre a lei,
ch’è tutta la mia vita…
A lei non vorrei dirlo,
ma non glielo so dire…

Le voglio bene…
Le voglio bene, tanto!
A lei ditelo voi
che non la dimentico mai.
E’ una passione,
più forte di una catena,
che mi tormente l’anima…
e non mi lascia vivere!…

Ditele che è una rosa di maggio,
ch’è molto più bella di una giornata di sole…
Dalla sua bocca,
più fresca delle viole,
vorrei già sentire
ch’è innamorata di me!

Le voglio bene…
Le voglio bene, tanto!
A lei ditelo voi
che non la dimentico mai.
E’ una passione,
più forte di una catena,
che mi tormente l’anima…
e non mi lascia vivere!…

Una lacrima lucente v’è caduta…
ditemi un pò: a che pensate?!
con questi occhi dolci,
solo voi potete guardarmi…
Togliamoci questa maschera,
diciamo la verità…

Ti voglio bene…
Ti voglio bene tanto…
Sei tu questa catena
che non si spezza mai!
Sonno gentile,
sospiro mio carnale…
Ti cerco come l’aria:
Ti voglio per vivere!…

ps. la traduzione non rende, ma è giusto per farsi un idea dei vocaboli.

~ di egemo su Marzo 4, 2008.

5 Risposte to “dicetancello vuje”

  1. Scherzi a parte, ora che hai passato geometria ci dai questa traduzione così possiamo tutti ammirare e gioire della poesia napoletana?

  2. Diteglielo voi a questa amica vostra
    che ho perduto il sonno e la fantasia…
    che la penso sempre,
    che (lei) è tutta la mia vita…
    io vorrei dirglielo,
    ma non glielo so dire…

    Le voglio bene…
    Le voglio bene tanto!
    Diteglielo voi
    che non me le dimentico mai.
    E’ una passione,
    più forte di una catena,
    che mi tormenta l’ anima…
    e non mi fa vivere!…

    Diteglielo voi che è una rosa di maggio,
    che è molto più bella di una giornata di sole…
    Dalla sua bocca,
    più fresca delle viole,
    io già vorrei sentire
    che è innamorata di me!

    Le voglio bene…
    Le voglio bene tanto!
    Diteglielo voi
    che non me le dimentico mai.
    E’ una passione,
    più forte di una catena,
    che mi tormenta l’ anima…
    e non mi fa vivere!…

    Una lacrima lucente vi è caduta…
    ditemi un pò: a cosa pensate?!
    Con questi occhi dolci
    voi sola mi guardate…
    Leviamoci questa maschera,
    diciamo la verità

    Ti voglio bene…
    Ti voglio bene tanto…
    Sei tu questa catena
    che non si spezza mai!
    Sonno gentile,
    sospiro mio carnale…
    Ti cerco come l’ aria:
    Ti voglio per vivere!…

  3. Quella versione è fantastica… dimmi come hai fatto a trovare il video, o se lo sai, chi è il gruppo…

    grazie

  4. diteglielo voi a quesa compagna vostra
    che ho perduto il sonno e la fantasia
    la penso sempre, è tutta la vita mia
    io glielo vorrei dire
    ma non glielo so dire

    le voglio bene
    le voglio bene assai
    diteglielo voi
    che non me la scordo mai
    è una passione
    più forte di una catena
    che mi tormenta l’amima
    e non mi fa campare

    diteglielo voi che è una rosa di maggio
    che è assai più bella di una giornata di sole
    dalla bocca sua
    più fresca delle viole
    io già vorrei sentire
    che è innamorata di me

    le voglio bene
    le voglio bene assai
    diteglielo voi
    che non me la scordo mai
    è una passione
    più forte di una catena
    che mi tormenta l’amima
    e non mi fa campare

    una lacrima lucente vi è caduta
    ditemi un po a che pensate
    con questi occhi dolci
    voi solo mi guardate
    leviamoci questa maschera
    diciamo la verità

    ti voglio bene
    ti voglio bene assai
    sei tu questa catena
    che non si spezza mai
    sogno gentile
    sospiro mio carnale
    ti cerco come l’aria
    ti voglio per campare..

    questa è la vera traduzione

  5. grazie a voi ho scoperto informazioni su questa splendida canzone. e posso confermarvi ciò che supponevo…la versione di blob è una versione di alan sorrenti dei primi anni settanta. grazie di cuore

Lascia un commento