il mio posto altrove

Il mio posto altrove non è un luogo, ne una fantasia, non è un’ idea ne un’ utopia, il mio posto altrove sono queste parole. Le avevo scritte quando la scuola aveva distribuito (gratuitamente) un diario a tutti gli studenti, e  avevano dato, a noi del collettivo,  quattro pagine da riempire. Volevo scrivere qualcosa che con poche parole ti portasse a capire il senso di quello che avevamo fatto a scuola e che volevamo fare nella vita, e la nostra convizione nell’ andare avanti senza mai trascurare il confroto e la messa in discussione delle nostre idee. Ma più di tutto volevo qualcosa che desse l’ idea della realtà e del movimento, delle azioni pratiche che avevamo dovuto imparare per andare avanti, senza però perdere il senso di idefinito che alla fine rende le parole un pò più universali.

Adesso quando sono triste o penso di non farcela, quando le cose mi stanno strette, o quando voglio scappare via per staccare e ricaricarmi, leggo queste parole che alla fine sono diventate il mio posto altrove

per quanto possano urlare
non riusciranno a coprire la tua voce
per quanto possano comandare
non riusciranno a colpire la tua pace
per quanto loro possano fuggire il confronto
non potranno impedirti di cercarlo
per quante volte criticherano il tuo operato
per altrettante chiederai una mano a migliorarlo


3 Risposte to “il mio posto altrove”

  1. Sentire
    il tempo sciogliersi,
    il nome sperdersi,
    Nel mare, il fiato spirare.

    Queste poche righe affiorarono dal mio intimo come lo schiudersi di boccioli di rosa dopo un lungo tempo di sofferta attesa.
    Queste poche righe sono il mio posto altrove.
    Semplici parole, banali costrutti, luoghi comuni…per me, carichi di significato esistenziale. In una parola, indispensabili. Raggi di luna che rischiarano un campo di grano devastato da una tempesta estiva. Una felicità nata dopo aver conosciuto quel lato oscuro che, come una pellicola impalpabile, ti avvolge e si imprime sulla tua carne. Passi le giornate in agonia, come un fedele cagnolino alla ricerca del proprio padrone, smarritosi lungo un tortuoso e labirintico sentiero. Tutte le barriere che hai faticosamente edificato per non lasciarti trapassare da nulla, si sfaldano e crollano. La solitudine ti schiaccia, e lentamente sgretola.
    Poi, all’improvviso, guardando i colori caldi delle foglie di un primo autunno, accorgendoti della freschezza dei prati e dell’intensità di un cielo cristallineo, ti sembra che tutto abbia un’altra apparenza, un altro perchè. Percepisci un’armonia tale che tutto pare assolutizzarsi in un unico eterno, e la frontiera del tuo io si sfuma con esso.
    Le poche righe che ho scritto nascono da questo scorrere di pensieri e sensazioni, che provo quando scruto un roseo tramonto al bivio, coccolata dal suono schiumoso delle onde. E percepisco di essere fatta anch’io della stessa consistenza del mare.
    Leggendo i tuoi versi, le tue poesie, mi è sovvenuto questo ricordo felice che mi ha scaldata come un soffio vitale.
    Per questo motivo te ne sono grata. Per questo motivo sei la prima persona a cui io abbia fatto dono di quelle poche righe.

  2. lusingato del dono. E anche curioso di sapere chi sei… grazie

  3. il dono di una poesia è il dono di un pezzettino dell’anima del mondo liz

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