comunicazione di servizio

•giugno 26, 2009 • Lascia un commento

ciao a tutti, siccome mi è stato più volte chiesto di chi fossero le poesie pubblicate su questo blog, comunico agli internauti che tutte le poesie pubblicate sono opera del sottoscritto: Bartolomeo Saviano. Tutto ciò che non è stato scritto da me è indicato.

Così per informazione, sono riuscito a trovare un piccolo editore che sembrerebbe interessato a pubblicarle, ovviamete ce ne sono altre che non sono su questo blog…ciao a tutti e grazie del sostegno attraveto complimenti e critiche…:-)

Di nuovo qui

•maggio 11, 2009 • Lascia un commento

mamma mia, è una vita che non aggiorno il blog… la politica ed il piano mi assorbono troppo… allora ricominciamo…
intanto vi segnalo il mio prossimo concerto:
mercoledì 20 maggio
Circolo Ufficuali di Udine
ore 18:00 ingresso libero

presto nuovi post …ciao 🙂

l’odore del mare

•maggio 31, 2008 • 7 commenti

Qui a Trieste non si sente il mare: il vento soffia da terra, e questo non porta la salsedine al naso. A Napoli lo senti da qundo sei in Piazza Plebiscito fino a quando sali sulle 13 discese.

Da tempo non aggiorno questo spazio, inizialmente non riuscivo più a scrivere, poi ho ricominciato, ma senza pubblicare. Niente di ciò che scrivevo mi sembrava all’altezza delle cose che avevo scritto per una persona in particolare. Quelle poesie hanno qualcosa che difficilmente sono riuscito a trovare; estrema lucidità personale nel cogliere i momenti e le senzazioni; leggendole a freddo posso dire di essere contento.

Ora non riesce neanche a guardarmi negli occhi, e mi dispiace. Ma so che un po dispiace anche a lei.

Un giorno da ragazzino 14-15 anni scappai da tutto e da tutti, non volevo più vedere nessuno che conoscessi, volevo restare da solo. Quel giorno subito dopo pranzo, andai via; mi rifugiai in un posto in cui ci fossero tante persone, poichè la solitudine, pensavo si trovasse solo sentendosi nessuno: io insignificante per gli altri in mezo agli altri. Mi ritrovai in via Caracciolo, sul lungomare di Napoli. Camminai molto quel giorno, pensando ed osservando le persone intorno, pensai talmente tanto che la sera avevo mal di testa. Quel giorno non avevo paura di guardare le persone in faccia, mi sentivo davvero più ferito di loro, e dunque più autorizzato a rompere lo schema, per cercare una risposta, nei loro gesti, nei loro passi.

Scrissi pagine di pensieri, forse esistono ancora da qualche parte, tra i mille fogli che spero mia madre non abbia gettato via. Erano parole scitte con la penna rossa, la prima che avevo trovato uscendo di casa. Mi ricordo quel rosso, la pessima grafia, la felpa che indossavo, le facce stranite dei passanti e l’odore del mare.

L’avrei cercato ovunque, non sapendo di averlo dentro. Continua a leggere ‘l’odore del mare’

dicitencello vuje 2

•aprile 7, 2008 • Lascia un commento

a grade richiesta ( di Francesco ) questo è il video a cui mi riferivo nel primo post (dicitencello vuje) … riascoltando la versione di Alan Sorrenti (quella del video per intenderci) non è male… un po le parti in falsetto non me gustano tanto ma cmq sempre una bellissima canzone

ps. flusso creativo ancora non buono … arriverà

pausa

•aprile 3, 2008 • Lascia un commento

Non riesco a scrivere …. flusso creativo interrotto…. ci scusiamo per il disagio arrecato agli utenti più affezionati.

Spero che torni

dicetancello vuje

•marzo 4, 2008 • 6 commenti

Ho risentito questa canzone dopo tanto tempo in una puntata di Blob, su rai tre. Era la fine del servizio e c’erano le immagini dell’italia del dopoguerra, di quell’italia vecchia, di gente del sud, persone in partenza per l’america, ed alla fine un uomo che corre in mezzo ad una discarica; in sottofondo questa canzone. Sono riuscito a trovare quel filmato su youtube. Continua a leggere ‘dicetancello vuje’

ventidue novembre duemilasette

•febbraio 19, 2008 • 4 commenti

Non ho memoria per le date, sono un disastro. Ma questa me la ricordo. E la scrivo a lettere per allungarla, diluirla nel tempo, e cercare di renderla una cosa più umana. I numeri sono il linguaggio di qualcosa di sovraumano, tra uomini le parole prendono il sopravvento e rendono reale anche cio che non lo è, come il passare del tempo, come una data. Quella sera però fu reale, fu vera, fu un momento tra due persone. Pagherei non so cosa per tornare indietro a quella sera.

Continua a leggere ‘ventidue novembre duemilasette’